13/03/2009

Le piante magiche e mitiche

cannella.jpgUN DECOTTO DI CANNELLA FATTO BOLLIRE UNA VENTINA DI MINUTI IN UN BUON VINO  CALDO , è UNA BEVANDA CHE STIMOLA L'AZIONE ESTROGENA DEGLI ORGANI GENITALI.AGGIUNGETEVI UNA RADICHE DI CANAPA E DEI SEMI DI ZUCCA IN POLVERE ED ECCOVI PROTETTI DA TUTTI I MALI DEL MONDO.

 

 

LA CANNELLA

Se la nostra cannella ha la stessa origine etimologica della canna, è semplicemente per via della sua scorza che si presenta sovente sottoforma di piccoli cannelli.Il vero nome di questo arbusto tropicale, che si trova sopratutto in India,in Cina e in Giappone,è cinnamomo, parola di origine Greca presa a prestito dall'ebraico Kinnamon.Il Cinnamomum zeylanicum o pianta della cannella è una pianta aromatica, la cui corteccia è stata apprezzata dall'antichità, per le sue virtù, i suoi benefici e il suo gusto assai gradevole.In  europa ebbe il suo momento  di gloria al principio del XVI secolo,grazie alle spedizioni di grandi navigatori, come Vasco de Gama, che riportarono dall'Asia e sopratutto da Ceylon e dallo Sri Lanka  grandi quantità di questa spezia rara dalle proprietà astringenti, cioè in grado di favorire la contrazione dei muscoli,antisettiche e stimolanti.Il fatto che abbia conosciuto un risveglio di interesse in quel periodo nn significa che fino ad allora fosse stata assente dalle officine degli erboristi e dei medici del Medioevo : lo dimostra il fatto che , in pieno XII secolo ,Ildegarda di Bingen vi fa a più riprese riferimento:<<La cannella ha poteri vigorosi>>,scrive,<< chi ne mangia spesso diminuisce in sè i cattivi umori a vantaggio di quelli buoni.>>(Dagli scritti di santa Ildegarda di Bigen, citata nell'opera di Daniel Maurin,Les Remedès,èditions Mame, 1992).In ogni caso , pur essedo molto spesso impiegata in pasticceria e assai apprezzata anche in profumeria, è nel vino caldo che ha la fama di combattere le infezioni influenzali.Possiede anche riconosciuti poteri afrodisiaci.

 

 


cannabis_leaf-thumb.gifLA CANAPA

Il suo nome deriva dal latino cannabis,derivato dal greco Kannabis che designava questa pianta tessile.A sua volta il nome greco risale sicuramente al sumero Kunibu,poichè i marinai di allora fabbricavano i loro cordami usando fibre di canapa e per tale motivo veniva spesso coltivata nelle vicinanza dei porti.Era anche molto utilizzata per confezionare le vele delle navi e i tessuti che i contadini usavano per i loro vestiti, per fabbricare sacchi per le granaglie e materassi.Oggi, come pealtro nel passato, è particolarmente  coltivata in Emilia, come testimonia il verso del Carducci : <<Addio grassa Bologna,e voi  di nera Canape nel gran piano ondeggiamenti>>. Pur essendo la canapa di origine indiana e asiatica,è molto utile all'uomo all'uomo a causa della sua  grande resistenza, questi, fin da subito, vide in essa , non solo una pianta tessile ma anche un'erba dalle proprietà magiche, narcotiche, in altre parole calmanti, sedative, ipnotiche, analgesiche, e comunque in grado di calmare il dolore. A partire dal suo seme si produceva un olio  che veniva utilizzato come unguento per calmare il dolore. Un trattato di medicina cinese risalente al XV secolo a.C. la menziona come rimedio ideale per lenire i dolori reumatici e curare la gotta.Nel I secolo d.C. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, testimonia il fatto che le virtù millenarie della canapa fossero conosciute anche dai Greci e dai Romani:<<La radice cotta nell'acqua rende più elastiche le articolazioni irrigidite e ha una azione  decisamente salutare sulla gotta e sulle infiammazioni articolari.>>(Plinio il Vecchio  opera citata). Infine, anche le strane proprietà narcotiche di questa pianta, sembrano note fin dalla notte dei tempi.Erodoto vi fa allusione nel V secolo a.C. a proposito degli Sciti, dei quali racconta che impazzivano letteralmente per l'ebrezza che procurava loro il masticare lentamente i semi di canapa.Manoscritti sancriti anteriori all'opera di Erodoto accennano ugualmente a quello che gli induisti soprannominavano il nutrimento degli dei e che altro non era  se non una bevanda a base di canapa.

 

 

zucca1.JPG LA ZUCCA

Alla zucca si ricollega tutto un simbolismo in rapporto con la resurrezione dei morti, la vita eterna la fecondità per due motivi: innanzitutto perchè si ritiene che i suoi semi , o se si preferisce la sua semenza, abbiano la proprietà di rendere le donne feconde, in secondo luogo perchè la sua  forma oblunga non può fare a meno di richiamare il ventre tondo di una donna incinta.La zucca svuotata del suo contenuto  e intagliata fino a formare una specie di maschera, è diventata il simbolo di Halloween , la festa che si celebra alla vigilia di Ognissanti negli Stati Uniti.Già i Celti e, più vicino a noi, i Bretoni avevano l'usanza di interrare  dei semi di zucca in questo periodo dell'anno; tale rito simboleggiava  per queste popolazioni una sorta di resurrezione poichè, naturalmente, sapevano che la primavera successiva sarebbero nate delle zucche.Infine è ancora a causa dei suoi semi che la zucca rappresenta un simbolo di abbondanza e di prosperità.Quanto poi alle proprietà medicinali e fitoterapeutiche della zucca, sono davvero numerose. Agisce, in effetti contro le affezioni cardiache, l'insonnia il diabete, la costipazione, le infiammazioni  urinarie, le insufficienze renali, ecc.Ma la più celebre delle sue proprietà è indubbiamente il suo potere lassativo.Si consiglia allora  di ridurre  i semi in polvere, di mescolarli al miele e di ingerire tre cucchiai si questa mistura nello spazio di circa due ore.


12/03/2009

PIANTE MAGICHE E MITICHE

ciocc4.jpgDal Kakaohatl degli Aztechi alla Kanna dei Greci, passando per il qahwa degli Arabi ecco, percorrendo il mondo da nord a sud e da est a ovest la storia, le caratteristiche e le proprietà di tre piante il cui impiego è diventato per noi quotidiano. IL CACAO, IL CAFFè , LA CANNA DA ZUCCHERO.

IL CACAO

Gli spagnoli guidati da Cristoforo Colombo , non sapevano assaggiando per la prima volta i semi colti dall'albero che gli Aztechi chiamavano''kakaohatl'', che sarebbero stati all'origine di un'industria internazionale prospera:quella della produzione del cioccolato.Non racconteremo in questa sede la storia del cioccolato, ma ci interesseremo  di quella del cacao che è precedente.Per gli Aztechi il frutto  del kakaohatl era un cibo degli dei,e l'albero da cui era ricavatto era quello  che si trovava in un luogo simile al paradiso della Bibbia.Così i botanici attribuirono al cacao il nome generico Greco di theobroma, ''cibo degli dei''.I Messicani discendenti dagli Aztechi ne consumavano i frutti;li mangiavano sia direttamente colti dall'albero-le cui piccole dimensionie i fiori bianchi ricordano il ciliegio-sia trasformata in bevanda,il chocolatl, dal burro di cacao, cioè il grasso estratto dal frutto, al quale si aggiunge miele, vaniglia, e peperoncino.Questo cocktail possedeva virtù tonificanti e afrodisiache.Aggiungiamo che i frutti del kakaohatl erano cosi preziosi per gli aztechi, che questi ultimi li utilizzavano come moneta di scambio.Per loro i semi di cacao avevano il valore di pepite d'oro:il prezzo di uno schiavo era cento semi di cacao.Dai semi di cacao si estrae la teobromina, un prodotto chimico naturale che si trova anche nel tè, nel caffè e nella noce di cola, nota per la sua azione  diuretica.In quanto alle presunte virtù afrodisiache del cacao , sembra derivino dal fatto che gli  Aztechi prima e i Messicani poi,condissero il loro chocolatl , o bevanda al cioccolato , con il peperoncino.

cacao_pianta_N.jpg

IL CAFFE'

 

caffe_pianta.jpgcaffePiantaTazzina.jpgIl famoso qahwa degli Arabi,termine da cui deriva il turco kahvè,a cui risale la parola caffè,designava la bevanda  che si preparava dai chicchi del caffè.E' possibile che questo termine arabo derivasse anche'esso da una parola più antica, poichè il caffè fu importato dall'alta Etiopia fino in Egitto in Persia e in Arabia in particolare nella regione di Moka , nello Yemen,che porta il nome di una grande qualità di caffè-, molto prima che facesse la sua apparizione in Europa, nel XVII secolo, dove conobbe un successo strepitoso.Comunque, prima di riuscire a torrefare i semi della pianta,cioè prima di imparare a scaldarli per estrarne gli oli aromatici dagli affluvi e dal gusto cosi gradevoli,venivano sicuramente consumati dopo essere stati pestati,triturati e successivamente bolliti nell'acqua,come fanno ancora gli Etiopi,a quanto pare.Tuttavia, tutto lascia supporre che la torrefazione del caffè non risalga a più di cinque o sei secoli fa, perchè non sussiste alcun mito sul caffè in Etiopia.Questo Paese, ricordiamolo , fu il regno dei Sabei, da dove, durante i primi cinque secoli  a.C.circa, gli incensi e le spezie d'Arabia furono abbondantemente esportati in Medioriente ,inOriente  e in tutta l'Europa fino all'Asia.Per quanto riguarda la proprietà del caffè, dovrebbero essere stimolanti per le facoltà cerebrali e favorire l'attività muscolare.Questi effetti sono dovuti alla caffeina , un alcaloide naturale identico alla teobromina (si veda cacao) che si trova allo stato naturale nel caffè verde,ma anche per il fatto stesso che il caffè è ricco di protidi e di lipidi e che contiene magnesio e potassio.Quindi , il caffè è considerato una bevanda euforizzante,con possibili effetti eccitanti sui nervi e la psiche,ma ache un cardiotonico,cioè una bevanda in grado di stimolare il battito cardiaco.Perciò a forti dosi ,può provocare insonnia ,problemi nervosi, tachicardia e, a volte anche stati depressivi.

 

 

 

 

idrogeno_canna_zucchero_produrre_idrogeno_produzione_4.jpg LA CANNA DA ZUCCHERO

Dal greco kanna,''tubo'', che designava sia la pianta sia uno strumento musicale,che fu poi utilizzato per il termine cannone, la canna da zucchero non è che un giunco come gli altri; essa produce lo zucchero,termine che deriva dall'arabo sukkar,a sua volta derivante dal sancrito çàrkara,''seme'',che ha dato anche il greco sakkharon.Il saccarosio è diventato allora il nome chimico dello zucchero estratto dalla canna ,ma anche dalla barbabietola,che, come tutti sanno,quando è riscaldato a temperature elevate cede l'acqua,assume un colore bruno e si trasforma in caramello.Così,come indica l'etimologia, del suo nome,la canna da zucchero è originaria dell'India.Importata in Grecia nel I secolo della nostra era,fu utilizzata in aprticolare, ai fini medicinali.In seguito fu coltivata dagli Arabi e gli Europei la scoprirono, con molte altre ricchezze, durante le Crociate , le prime colonizzazioni. Sempre secondo la sua etimologia,i simboli e i miti  riguardanti la canna da zucchero si rifanno a quelli relativi al giunco.Il giunco è un simbolo di fragilità , ma anche dell'elasticità dell'uomo.Tuttavia ,seccando,si rivela più resistente,come nel caso dell'uomo maturo.D'altronde il giunco è un tubo cavo.E, come tale,fu comparato al flauto magico ,dai poteri soprannaturali, che un dio , secondo alcuni miti, utilizzò per creare il mondo.Per  i dervisci danzanti, il flauto di canna e l'uomo consacrato a Dio sono una sola e medesima cosa.Sono sopratutto le radici della canna da zucchero che furono utilizzate sotto forma di pozione, per gli effetti curativi delle infiammazioni reumatiche causate dalla gotta e nelle febbri alte.Infatti a esse sono attribuite proprietà diuretiche, perchè favoriscono l'eliminazione dell'acido urico.Risulta quindi chiaro  , perchè i Greci prima e i Romani in seguito, apprezzavano  più le sue virtù medicinali del suo sapore.


PIANTE MAGICHE E MITICHE

 

 

 

STORIA E MAGIA DELLE PIANTE

Nell'introduzione al XX Libro della sua Storia Naturale,consacrata alla ''virtù delle piante'',Plinio il Vecchio nel primo secolo d.C., scriveva:<<Studieremo qualcuna delle più ammirevoli creazioni della natura :infatti,in questo breve trattato,parleremo all'uomo di questi alimenti e delle loro virtù in modo che egli possa constatare quanto grande è la sua ignoranza delle cose che lo fanno vivere e anche di quelle che gli permettono di curare i mali che lo affliggono.Parlerò di repulsione e di alleanza tra le cose mute e prive di senso, e di cui l'uomo- il che non mancherà di stupire e meravigliare-finisce sempre per rivelarsi il beneficiario.E'ciò che i Greci hanno chiamato simpatia e  antipatia.>>(Libera traduzione dalla ''naturalis Historia di Plinio il Vecchio; in italiano ''Storia Naturale,Einaudi 1985).Abbiamo fatto nostra questa introduzione di Plinio il Vecchio,poichè il suo contenuto ci  sembra assolutamente adatto a introdurre il tema delle piante magiche. In particolare ci sembrava istruttivo il passaggio in cui l'autore latino dice che già allora l'uomo soffriva di una <<ignoranza delle  cose che lo fanno vivere>>.Ricordiamo ancora il passo di Plinio il Vecchio dove si fa allusione allo stupore e alla meraviglia.Due sentimenti ai quali, da parte  nostra,siamo molto sensibili ma di cui pensiamo ci sia una grave carenza al giorno d'oggi.In effetti,quando soffriamo di emicrania, ingoiamo una pastiglia di aspirina,ma non cè niente di strano nè di meraviglioso in questo gesto, e neppure nel fatto che,pochi istanti più tardi il nostro mal di testa si attenui e a volte sparisca totalmente, come se nn fosse mai esistito. Per il nostro avo che un giorno,forse,respirò o masticò delle foglie dei petali di regina dei prati o ''spirea''SPIREA ULMARIA.gif(un nome a cui forse ci si è ispirati per creare l'''aspirina'',dato che questo fiore contiene in natura acido salicilico)fu senza dubbio stupefacente e meraviglioso constatare che questo fiore che lo ricordava, che vedeva crescere e fiorire attorno a se, poteva avere su di lui  degli effetti che oggi si chiamano  febbrifughi,sonniferi,diuretici a uso interno e cicatrizzanti a uso esterno.Da quanto tempo l'uomo sa che la ''spirea'' o regina dei prati contiene acido salicilico, ma anche ferro ,calcio e zolfo senza averli mai chiamati in questo modo?Le piante di cui Plinio il Vecchio vanta le virtù sono spesso molto comuni, ma questo non toglie nulla al loro carattere magico,se si intende per magia la scienza pratica dei nostri avi, consistente nell'impiegare degli elementi colti nel grande giardino della natura per il bene degli uomini.Ci troviamo nell'universo di ''bona fama'', cioè di buona reputazione: tali rimedi venivano utilizzati in particolare molto dalle donne , le quali, sopratutto nel Medioevo, si occupavano dei poteri delle virtù delle piante molto più frequentemente degli uomini.Quanto a noi, ci interesseremo sopratutto di piante che possiedono virtù e poteri eccezionali, straordinari, il cui carattere magico poteva essere collegato a for-ze soprannaturali, divine o diaboliche, secondo l'epoca, le credenze o l'uso che se ne faceva.Vi proponiamo un giro del mondo alla ricerca delle piante magiche, alcune delle  quali possiedono virtù afrodisiache , narcotiche o perfino dei temibili effetti tossici e, in alcuni casi addirittura mortali.Queste piante hanno accompagnato l'uomo lungo i millenni della sua storia e,come potrete constatare, alcune di esse ad esempio il cacao, o il caffè e il tabacco sono ancora oggi parte integrante della nostra vita quotidiana.Si tratta di piante che suscitano sempre lo stesso fascino , gli stessi piaceri,gli stessi pericoli e che sono sempre soggette agli stessi divieti. Il tempo passa, ma nulla cambia nel comportamento degli uomini e delle donne, nell'espressione dei loro desideri, dei loro bisogni, dei loro sogni.Sono afflitti sempre dagli stessi mali e provano sempre, più o meno secondo gli individui, le stesse inquietudini, le stesse angosce,le stesse insoddisfazioni.Sapete che il più dell'80% dei medicamenti chimici che esistono attualmente in commercio e che si trovano  comunemente in farmacia sono prodotti a base di piante? infatti è proprio del grande libro della natura che l'uomo trovava e trova ancora tutte le risposte alle sue domande, tutte le soluzioni ai suoi problemi e tutti i rimedi ai suoi mali.